ISTRUTTORI

Kru Stefano Bonucci

KHRU Stefano Bonucci

KHRU XII° KHAN ADVANCED MUAY BORAN

· Istruttore giovanile ed assistente istruttore Pugilato F.P.I., C.O.N.I.;

· Allenatore Karate Shotokan e Maestro Settore Difesa Personale F.e.s.i.k.;

· Moniteur Self Pro Krav e Real Operational System, G.T.O.I.P. (tecniche operative d’intervento e protezione);

· Istruttore Israely System of Military Self Defence KRAV MAGA

<<…..Che cos’è la Libertà se non la possibilità di scegliere? Ogni secondo nelle nostre vite è un Crocevia, un incrocio di varie strade. Optando per una, rifiutiamo al contempo le altre. La libertà è dunque un atto che ci costringe ad andare in una sola direzione; libertà significa dire no a molte opzioni scegliendone solo una e questo è il suo maggior paradosso. La libertà ci ingabbia silenziosamente in quello stretto corridoio che è il destino, dove il margine di manovra è assai più ristretto di quanto vorremmo. Lì, dove il margine d’azione non ha né spazio né tempo, comprendiamo che il primo e l’ultimo requisito di un Guerriero…è il suo Atteggiamento. Ma esso non è oggetto di studio nei piani d’insegnamento. Non esiste una materia chiamata ‘Atteggiamento’. L’atteggiamento è il risultato delle somme e delle sottrazioni dell’incontro delle nostre nature essenziali con il mondo. L’atteggiamento è la sfida più grande dell’Essere Umano e niente e nessuno ci prepara a questo. Non ci deve sorprendere, perché esso fa parte del mondo dei contenuti, non di quello delle forme ed in questi nostri tempi dediti alle forme, i contenuti non sono altro che una fastidiosa escrescenza. Tuttavia, dalla loro silente dimora sono i contenuti dell’Essere che caratterizzano tutti gli atti della nostra vita e seminano le vie del futuro degli uomini, della società, delle nazioni. Posticipare il suo studio, ignorare il suo potere è parte del suicidio collettivo, dell’anestesia generale nella quale stiamo affogando come gruppo….>> (tratto da ‘CROCEVIA’ di Alfredo Tucci, direttore della rivista “Budo International”)

Ho voluto introdurre nella mia breve presentazione, un concetto del Maestro Alfredo Tucci, direttore dell’editoriale ‘Budo International’, che ho avuto l’onore di conoscere qualche anno fa grazie al mio maestro l’Arjan Marco De Cesaris, in occasione della registrazione di due ultimi suoi video girati in Spagna, cui ho avuto il privilegio di partecipare. Concetto che ho fatto mio, nella mia umile interpretazione. Pratico  sport da combattimento ed arti marziali sin dall’età di 16 anni, dal pugilato al full contact, al Karate, a varie discipline di difesa personale in Italia, ed all’estero, approdando una decina di anni fa circa, alla Muay Boran dell’Arjan Marco De Cesaris, profondo conoscitore di arti marziali, che ho avuto la fortuna di conoscere prima come maestro, ed ancor più come persona, apprezzandone la coerenza e la serietà d’intenti e l’alto valore che attribuisce all’amicizia, quella su cui si può contare. A differenza di tanti maestri, la mia esperienza pratica si è realizzata non tanto sul ring, che mi ha visto protagonista poche volte ed in giovane età, bensì nelle vesti della mia professione principale di appartenente delle FF.PP. nelle quali milito da circa 25 anni, ed in vari teatri, dall’ordine pubblico quale istruttore di reparti speciali, ad attività d’investigazione  svolta in vari reparti, dal sud al nord della nostra penisola. Non pretendo certo di affermare che la mia lacuna nell’ambito sportivo possa essere colmata dall’esperienza fatta sul ‘campo’, ritengo però che qualche attinenza con le arti ‘marziali’ possa averne, e non solo nella loro applicazione pratica, ma specialmente nel controllo, che per chi ha il dovere di seguire le regole, nei confronti di chi non ce l’ha, risulta essenziale.  Credo di poter dire che ciascuno di noi si è trovato nella vita più volte dinnanzi ad un crocevia. E così, volente o nolente, ha dovuto prendere una decisione che via via ne ha segnato la svolta. Decisioni più volte difficili, che spesso ci trovano impreparati, che hanno comportato rinunce, sofferenze, e non solo a chi era costretto ad adottarle. Con quale atteggiamento? Ed ecco parole potenti come ‘..temperamento, responsabilità, impeccabilità, disinteresse, fluidità..’, ciò che appunto contraddistingue il ‘Guerriero’. Atteggiamento che però non si può imparare sui banchi di scuola, che non può essere trasferito dall’esperienza altrui, che si impara sul campo, nell’incontro delle nostre nature essenziali con il mondo, nel confronto quotidiano con gli altri, dove appunto finisce la propria libertà…
Il praticante di arti marziali nella palestra vive in un piccolo microcosmo fatto di sacrificio, di costanza, di sano e leale confronto con i suoi compagni,  sottoposto ad un contegno ed a regole d’ingaggio prestabilite che come le norme nella società, disciplinano il comportamento intersoggettivo. Tutto ciò con graduali carichi di stress, dal ‘semplice’ calo psicofisico determinato dall’allenamento, a quello più ’pesante’ dello sparring, del combattimento…non è questo uno dei migliori ’condizionamenti’ cui sottoporre e forgiare la nostra natura essenziale?
Credo che il compito di un insegnante di arti marziali vada ben oltre il riuscire a trasferire il proprio bagaglio tecnico ai propri allievi, sfornare campioni, deve anche e forse di più creare un ambiente sano dove il praticante trovi una sua dimensione, per mettere alla prova il proprio temperamento, abituarsi a convivere ed a misurarsi con il prossimo, un ambiente avulso da interessi reconditi, dove la ‘forma’ è anche sostanza, fluidità, arte…”marziale”.

Allenatore PAOLO SAVINI

Istruttore XI° KHAN BASIC PAOLO SAVINI Campione assoluto Toscana 2009 forme Mae Mai

Allenatore MICHELE TEMPESTA

Istruttore XI° KHAN BASIC MICHELE TEMPESTA